Leader carismatici o negrieri?

Leader carismatici o negrieri?

Da dove deriva il successo aziendale?

Un’azienda che opera con le giuste risorse umane, tecnologiche per realizzare prodotti di qualità, che ha buone abilità sociali, che previene l’insoddisfazione dei propri clienti, che ha delle regole operative chiare e definite e quindi ridotte probabilità di commettere errori, che ha spiccate abilità di problem solving, che si dota di adeguate strategie di marketing e comunicazione, ecc. allora non può che crescere anno dopo anno sempre di più.
Pensando a quanto appena detto mi passano per la mente le capacità di Leadership espletate dai manager in alcuni contesti organizzativi (più tipici del meridione d’Italia). E’ ovvio che se un’azienda per l’accoglienza turistica non cresce, è perché non soddisfa le aspettative prezzo/qualità del cliente. Ciò perché spesso è dotata di un team di lavoro che non funziona come dovrebbe, come è ovvio il contrario,  se un gruppo di collaboratori commette errori, orrori e quant’altro, fornendo un prodotto turistico scadente, il tutto va a minare il successo aziendale in modo irreparabile.
 

Ma cerchiamo di capire perché…

Il fenomeno dell’insuccesso non è  “colpa” dei singoli elementi del team, ma è da attribuire alle insufficienti abilità manageriali e ad un’idea poco chiara del prodotto che si vuole offrire per battere la concorrenza e attirare più clienti. Il management è compito che non spetta ai collaboratori operativi nelle camere, in cucina, in sala, ecc., ma spetta al “direttore” che è ai vertici dell’organizzazione e guida il team in modo efficace e senza terrorismo psicologico. Quindi, qualunque sia la dimensione dell’azienda non si può prescindere da abilità di elevato livello nel coordinare le azioni, gestire le risorse umane e prevenzione degli errori.
Il problema più frequente e di maggiore impatto, riscontrato non solo nel settore turistico, riguarda il fatto che molti manager non riconoscono la loro “incapacità”, presumendo di sapere (a volte anche più di quanto realmente sanno), e scaricano le colpe sui propri collaboratori. Questo crea malumori, avversioni e a volte anche rabbia, che in alcuni casi si traduce in denunce ai datori di lavoro presso i sindacati (nel caso di interruzione del rapporto lavorativo). 
Il tempo della “frusta” è passato da alcuni secoli, perciò, è bene capire quali strade seguire per avere una salute organizzativa sana e vincente. Minacciare, ricattare, insultare, creare mobbing sono abilità che qualunque inesperto può usare perché non richiedono una formazione particolare, essere “veri” manager è un’altro discorso.
 
Un manager di successo, tra le varie abilità che deve possedere vi sono:
– Saper redigere un sistema operativo valido, efficiente ed efficace che sia conosciuto da tutti i collaboratori a seconda delle mansioni svolte.
 
– Saper comporre un team di lavoro selezionando persone adeguate a cui assegnare ruoli e compiti chiaramente definiti.
 
– Saper pianificare e guidare le azioni operative dei collaboratori e prevenire eventuali criticità.
 
– Avere elevate doti comunicative per essere sempre chiaro in ciò che si trasmette ai propri collaboratori evitando mis-comprensioni e fraintendimenti.
 
– Possedere grandi abilità di “ascolto attivo” per capire meglio dove si annidano quelle criticità relazionali che possono creare problemi organizzativi.
 

Doti che di un manager ne fanno un leader carismatico.

 
Secondo http://www.federica.unina.it/
 
La capacità di leadership, anche a livello delle singole imprese, possono essere determinanti per il livello di competitività del sistema nel suo complesso.
 
Le doti del Leader dovrebbero essere:
 
– capacità di gestione delle emozioni (e non creare malumori);
– problem solving (risolvere i problemi e non crearli);
– coinvolgimento del personale (il personale coinvolto nelle decisioni lavora meglio e si impegna di più);
– timing delle implementazioni (sistematizzare i tempi operativi riducendo al minimo gli imprevisti);
– riconoscimento allo staff (riconoscere i meriti ai propri collaboratori e trattarli con rispetto ed edcazione).
 
In questo contesto cresce l’importanza del top management femminile, il relativo intuito, capacità d’ascolto e di motivazione.


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