Rammarico post-acquisto…

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Qualità o “Eccellenze”? Spesso solo un mantra per la vendita…

Il rammarico è un emozione nota a tutti i consumatori che fanno acquisti basandosi semplicemente su indizi inappropriati o errati. La parola “Qualità” è un termine usato e abusato, come fosse un “mantra” magico che aiuta ad incrementare le vendite. Questo spesso lascia il consumatore in una condizione di rammarico per le scelte d’acquisto effettuate.

Il concetto di “Qualità” è generalmente assume una denotazione confusa e non adeguatamente definito, il che induce in confusione il consumatore  rendendolo più vulnerabile.

Se un consumatore vive un’esperienza di rammarico solo sporadicamente per i propri acquisti, è perché generalmente si è informato adeguatamente sul prodotto che ha acquistato. Ovviamente, non sempre si ha il tempo o la voglia da dedicare alla ricerca di informazioni utili ai propri acquisti, e quindi ci si affida ai consigli de così detti “Opinion leader”. Tuttavia anche questa pratica non è esente da rischi, in quanto non tutti gli opinion leader hanno un’idea chiara sulla bontà di un prodotto in rapporto al suo prezzo di vendita, per questo il rammarico è sempre in agguato.

Qualità e Eccellenza questione di chiarezza

Senza sfociare in una profonda disamina, facciamo un pò di chiarezza sui termini.

La parola “Qualità” spesso si riferisce a qualcosa di relativo, che si lega più al prodotto che si sta acquistando, che in parole semplici si tradurrebbe in “al prezzo che stai pagando, il prodotto offre caratteristiche maggiori rispetto ad un prodotto analogo offerto allo stesso prezzo”. Possiamo dedurre che un prodotto appartenente ad una data fascia di prezzo può non definirsi della stessa “qualità”, se paragonato ad un’altro prodotto offerto ad un prezzo diverso. Seppur tutti i prodotti sono potenzialmente di qualità per la loro fascia di prezzo.

Mentre il concetto di “Eccellenze” sta ad indicare un prodotto che per le sue caratteristiche sia superiore a qualsiasi altro prodotto analogo. Ma di che cosa si intende con caratteristiche superiori? Parlando di prodotti in genere, si prende in esame la materia prima, il processo produttivo, la funzionalità, ecc.

Nel caso specifico degli “alimenti”, vi sono caratteristiche che per loro natura non sono semplici da verificare, ovvero la caratteristica nutritiva, la salubrità, l’assenza di elementi potenzialmente dannosi per la salute umana. A ciò vi si aggiunge l’aspetto visivo, che deve essere dei migliori senza particolari artifici produttivi, la maturazione, che deve essere al al massimo della sua espressione, deve avere un gusto che possa incontrare il consenso del maggior numero di consumatori, insomma “eccellenza”  sta a significare che si è raggiunti il massimo della qualità e non esiste qualcosa di superiore.

In realtà il venditore quando parla di qualità in generale, sta dicendo: “io offro più degli altri, acquista da me”!  Ma dobbiamo credergli sempre? Bene, a voi la logica deduzione…

Come risolvere il dilemma?

Entrando in un ristorante esistono molti indizi intorno a noi che si sommano alle azioni messe in atto del personale che opera nell’ambiente. Ognuno di questi ha un suo significato. Tutti questi indizi funzionano come messaggi inviati a noi “osservatori”, che, sì, interpretiamo secondo le proprie esperienze, ma esistono significati generalizzati e socialmente condivisi. Nel bene o nel male  inducono a formarci un’opinione in merito. Se è sporco un vetro, un battiscopa, una porta, ecc. non c’è bisogno di andare nei bagni per verificare il livello di igiene. Il messaggio è chiaro, chi gestisce quell’attività, non solo ha un poca cura per le cose in generale, ma anche poca attenzione per l’igiene nello specifico.

 



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